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Due fiocchi di neve uguali

Donatella Costa

Recensione del romanzo di Laura Calosso.

Il desiderio di raccontare una storia, a cui il mondo sembra non prestare ancora la dovuta attenzione, si è realizzato nel libro di Laura Calosso: Due fiocchi di neve uguali, edito da SEM, gennaio 2019. I due protagonisti sono quelli che, comunemente, potrebbero essere definiti dei bravi ragazzi: Margherita e Carlo. Come tutti gli adolescenti hanno un loro mondo che spesso non trova riscontro in quello reale.

Margherita si appresta a sostenere l’esame di ammissione alla facoltà di medicina, dopo aver brillantemente superato l’esame di maturità. Le non rosee condizioni economiche della famiglia potrebbero tuttavia essere di ostacolo alla realizzazione del suo sogno. Riesce a concedersi una piccola pausa di vacanza andando a trovare una amica al mare. Il suo viaggio avrà un epilogo inatteso.
Carlo e Margherita si conoscono sin da piccoli, da tempo Carlo non frequenta la scuola. E’ un hikikomori. Ha scelto di relazionarsi col mondo a modo suo, senza contatto diretto, il suo interlocutore è lo schermo del computer e il mondo che vi è oltre. Laura Calosso tratteggia i personaggi della sua storia dando al lettore un senso di partecipazione emotiva al vissuto dei due giovani. Il viaggio di Margherita verso il mare ne è esempio.  

Le vite di Carlo e Margherita apparentemente scorrono in parallelo. Ciò che ancora li accomuna è il desiderio di essere ascoltati ed accolti per ciò che sono: degli adolescenti, individui in cammino. I due protagonisti sono circondati da adulti autoriferiti incapaci di dedicare il tempo necessario a chi questo mondo lo deve ancora conoscere.
L’autrice porta l’attenzione del lettore su quelle che possono essere le cause del disagio dei protagonisti. Una società dedita al raggiungimento del successo, di una condizione economica agiata, in cui chi non ha le possibilità è tagliato fuori; o ancora chi si sente fragile o semplicemente insicuro non trova il suo spazio perché prevaricato o ignorato.
La scelta di Carlo è forte, chiudersi in casa perché ciò che c’è fuori non gli permette di esprimersi, di essere quello che è. Tutti i personaggi del romanzo, oltre i protagonisti, mostrano fragilità, ma soprattutto combattono la loro solitudine interiore che li porta ad esprimersi in maniere differenti, chi si comporta in modo scellerato, chi passa inosservato e chi infine decide di sparire. 

Il fenomeno degli Hikikomori, diffusosi in Giappone, oggi è una realtà anche in occidente. E’ più che mai necessario cambiare rotta educativa. I nostri ragazzi chiedono attenzioni, sostegno ed impegno. È necessario che L’interesse per l’immagine sociale lasci il posto alla formazione della persona. La nostra società è esigente dal punto di vista della richiesta d prestazioni, ma poco attenta ai bisogni individuali. Gli hikikomori sono sfiduciati, non credono più nei rapporti sociali
La strada è quella di recuperare e dare valore al singolo individuo, riconoscere il suo dolore, non sminuirlo; né banalizzarlo. L’azione richiesta deve essere sinergica affinché si individui quale o quali siano le cause dell’isolamento.
Siamo oggi tutti chiamati a rivedere i nostri ruoli educativi, familiari e sociali affinché i giovani si sentano accolti e compresi. Il giudizio dell’adulto, inteso come premio o castigo, deve necessariamente lasciare il posto ad un atteggiamento equilibrato dove non mancano annotazioni e rimproveri, ma in cui la sicurezza di un interlocutore consapevole e motivato sia un riferimento certo.

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