Il ritiro sociale

Il fenomeno del ritiro sociale acuto riguarda quegli adolescenti che, a partire da una fobia scolare, abbandonano le relazioni amicali e tutti i contatti sociali per rinchiudersi nella loro stanza riducendo al minimo i loro contatti con persone reali per sostituirli spesso con una frenetica attività su internet che include la dedizione a video giochi infiniti, la visione di film, una serie di contatti virtuali. In alcuni casi il ritmo notte giorno viene invertito per cui i ragazzi dormono di giorno e si svegliano la notte. Il fenomeno si è manifestato inizialmente in Giappone ove ha avuto una larga diffusione (si parla addirittura di un milione di casi) ma si sta ora diffondendo in tutto l’Occidente andando a colpire soprattutto i giovani maschi. Il ritiro è accompagnato vissuti di vergogna e d’impotenza, nei confronti dei coetanei della scuola e, soprattutto del proprio Sé corporeo, come se questi ragazzi pensassero che, senza il peso del loro corpo così com’è, nella sua inguaribile bruttezza, tutta loro stessa esistenza potrebbe essere diversa e migliore. La stanza nella quale si rifugiano come se fosse una tana funge, da un lato, come luogo di protezione rispetto alle esperienze concrete, dall’altro, come campo di sperimentazione per un’infinità di esperienze immaginarie connesse alle inesauribili risorse della rete.